Covid ad un anno dalla pandemia seconda parte

Covid ad un anno  dalla pandemia

"COVID": AD UN ANNO DALLA PANDEMIA (quello che gli altri non dicono.......)

Autore: Cosimo Mercuri (Parte 2)

La dichiarazione di Sileri nell'aprile 2020 è perentoria e non lascia spazio a dubbi su quale sia il vero obbiettivo di questa crisi da "coronavirus": "Bisognerà convivere con il distanziamento sociale e il virus fino al vaccino".

I lettori di questo blog hanno avuto modo di vedere già nell'articolo precedente quali interessi si nascondano dietro questa crisi, ma è utile ripercorrere tutti i passaggi per comprendere al meglio chi veramente sta beneficiando di questa pandemia.

La pandemia prevista a ottobre da Bill Gates e il forum di Davos

Il primo a predire una possibile pandemia da coronavirus (covid) è stato l’istituto Johns Hopkins Centre nello scorso ottobre del 2019, due mesi prima che l’epidemia effettivamente scoppiasse a Wuhan, in Cina.

Il dottor Eric Toner, "virologo" dell’instituto di ricerca americano, ha realizzato una simulazione denominata Event 201, finanziata da due soggetti: la fondazione di Bill Gates, la Bill and Melinda Gates Foundation, e il Forum Economico mondiale di Davos.

Lo studio in questione mostra delle similitudini straordinarie con quanto accadrà effettivamente nei mesi successivi.

In Event 201, la pandemia non ha origine in Cina, ma in Brasile. L’agente virale che inizia a diffondersi nel Paese è un "coronavirus", come in Cina, ed è il risultato di una mutazione da animale a uomo.

Nel caso brasiliano, la mutazione avviene dal maiale all’uomo, mentre a Wuhan, come è stato ipotizzato da alcuni "virologi", la mutazione sarebbe avvenuta dal pipistrello all’uomo.

Il virus brasiliano, denominato CAPS, inizia a diffondersi rapidamente e nella ricerca del Johns Hopkins Centre, si inizia a prevedere lo scenario di realizzazione di un vaccino per poter prevenire il contagio da coronavirus brasiliano.

Bill Gates ha un interesse molto marcato nello sviluppo dei vaccini, dal momento che, come lui stesso ha detto, ha investito considerevoli somme di denaro in questo settore ricavandone ingenti profitti.

Gennaio 2020: la pandemia non c’è ma Gates e Davos già lavorano per un vaccino

Covid: Davos 2020

Tre mesi dopo Event 201, a gennaio 2020, nel mondo non c’è ancora nessuna pandemia di coronavirus (covid), ma nonostante questo si inizia già a lavorare alacremente a un vaccino contro il Covid-19.

Per una strana coincidenza, l’annuncio di uno sviluppo di un vaccino contro il coronavirus (covid) viene fatto proprio al Forum Economico di Davos nel gennaio 2020.

Per chi non avesse familiarità con questa organizzazione, è sicuramente utile ricordare che Davos è il gotha delle élite finanziarie internazionali che ogni anno puntualmente si riuniscono nella cittadina svizzera per decidere i destini della comunità internazionale.

Nel 2020, si è discusso proprio del vaccino contro il coronavirus (covid), quando le possibilità che scoppiasse una pandemia globale erano ancora basse.

Questa ricerca è stata affidata a CEPI, acronimo che sta per Coalition for Epidemic Preparedness Innovations.

CEPI è una fondazione per la promozione dell’immunizzazione nel mondo. Il suo motto è "Nuovi vaccini per un mondo più sicuro".

Se si dà uno sguardo al suo sito internet, si vede che i finanziatori di questa organizzazione sono sostanzialmente due: la Bill and Melinda Gates Foundation e il Forum Economico di Davos.

Quindi i soggetti che ad ottobre hanno finanziato la simulazione Event 201 che prevedeva lo scoppio di una pandemia di coronavirus (covid) sono gli stessi che poi a Davos hanno finanziato lo sviluppo di un programma vaccinale per far fronte a questa pandemia.

I conflitti di interessi sono semplicemente macroscopici, ma soprattutto ci si chiede di quali doti divinatorie disponessero Bill Gates e il forum di Davos per immaginare che sarebbe scoppiata una pandemia di coronavirus (covd).

Ad ogni modo, CEPI era già al lavoro e stava coordinando su scala globale la strategia di immunizzazione contro il "Covid-19". 

L’amministratore delegato, Richard Hatchett, due mesi prima che l’OMS dichiarasse ufficiale la pandemia di coronavirus (covid), rilasciava questa dichiarazione:

"Data la rapida diffusione globale del ncov-2019 (covid), il mondo ha bisogno di agire velocemente e unito contro questa malattia".

Dunque era già tutto pronto per arrivare a un vaccino!

ID2020: il microchip per controllare la popolazione mondiale

Covid, microcip

Se dunque il vaccino non serve effettivamente a prevenire l’infezione, a cosa serve?

Per scoprirlo, occorre spiegare cos’è ID2020.

ID2020 è una partenership pubblica-privara finanziata principalmente, tra gli altri, da tre soggetti: Bill Gates, la Fondazione Rockefeller e GAVI, un’alleanza globale che sostiene l’immunizzazione, della quale sono membri la banca Mondiale e, ancora una volta, la fondazione di Bill Gates.

Come si vede, in questa storia, il ruolo del fondatore di Microsoft è cruciale perchè lo si incontra ad ogni passo.

ID2020 è un progetto che ha come obbiettivo lo sviluppo dell’identità digitale. Per identità digitale si intende anche la realizzazione di microchip che contengono tutte le informazioni personali di un cittadino (Certificazione Obbligatoria Vaccinale Identità Digitale).

Questo microchip è una tecnologia che si inserisce nel corpo umano, in forma sottocutanea, generalmente sotto la mano.

Inoltre non serve solo per registrare tutte le informazioni di una persona, ma anche per somministrarle un vaccino digitale.

La sua sperimentazione è già in fase avanzata, dal momento che in Texas i senzatetto sono stati già usati come cavie per l’utilizzo di questo nuovo strumento tecnologico.

Anche il governo del Bangladesh ha già annunciato la sua adesione al progetto dell’identità digitale.

Una simile tecnologia consentirebbe, tra l’altro, di tracciare tutti i movimenti di una persona che potrebbe essere localizzata all’istante in qualsiasi parte del globo.

Ma qual è il nesso tra ID2020 e il coronavirus?

E’ Bill Gates stesso a spiegarlo in un'articolo pubblicato proprio dal Forum di Davos.

"E' necessario investire nella sorveglianza delle malattie, per arrivare ad includere un archivio digitale istantaneamente accessibile alle organizzazioni più rilevanti con la previsione di regole che impongano ai Paesi di condividere le loro informazioni". 

La soluzione che propone il "magnate" americano è esattamente l’obbiettivo che vuole raggiungere ID2020.

Registrare digitalmente tutti i cittadini con ID2020 e vaccinarli attraverso questo strumento.

Se quindi ID2020 dovesse essere approvato, Bill Gates e la famiglia Rockefeller riuscirebbero ad avere praticamente il controllo totale della popolazione mondiale, ovvero il vero obbiettivo delle élite internazionali.

Il globalismo è un totalitarismo inedito nella storia dell’umanità e per nascere deve avere il controllo di ogni persona del pianeta, proprio perchè esso non si propone di dominare un solo Paese, ma praticamente il mondo intero.

La "pandemia" dunque si sta rivelando il meccanismo ideale per raggiungere questo scopo.

L’operazione infatti sta funzionando alla perfezione perchè la stragrande maggioranza delle persone sono completamente intimorite dalla campagna terroristica avviata dai media che intima loro di rinchiudersi in casa.

Naturalmente parlano solo i "virologi" del sistema che continuano con messaggi intimidatori a martellare la popolazione, popolazione già stordita!

Una volta ridotta allo strenuo la resistenza della popolazione, provata psicologicamente e finanziariamente dalla clausura forzata, non sarà difficile per le élite internazionali somministrarle la "soluzione" voluta da esse.

Il vaccino sotto forma di microchip (?).

Quando usciranno di casa, le persone potrebbero trovarsi di fronte a questa scelta. Indossare il marchio del microchip ed entrare in questa nuova società completamente globalizzata, oppure rifiutarsi di entrare in questo sistema autoritario e difendere la loro libertà.

In ogni caso, non sarà una scelta facile.

E’ un disegno autoritario che vuole l’avvento di un supergoverno mondiale che annienti le nazioni e i poteri dei Parlamenti nazionali.

ID2020 sarebbe quindi lo strumento perfetto per schedare tutti i cittadini del mondo e proibire ai dissidenti di far parte della società globalista che sta per nascere.

In Svezia, si ha già un esempio concreto di come funziona questo microchip sottocutaneo.

Le persone che se lo sono innestato, passano la propria mano sotto scanner e pos per comprare beni e servizi.

La crisi da coronavirus potrebbe essere quindi il pretesto perfetto per le élite per mettere al bando il contante da sostituire con questo nuovo strumento.

Coloro che vorranno far parte di questo regime totalitario dovranno quindi portare un'ennesimo marchio.

E’ sicuramente una riflessione di carattere escatologico che trascende i confini della politica, ma era giusto presentarla anche a chi non crede.

Ognuno potrà farsi una sua propria idea e decidere a cosa credere o no.

Se quel microchip è ad un passo dal diventare realtà, si potrà sapere che esso forse non è solo qualcosa che attiene alla sfera politica, ma probabilmente a qualcosa dal significato molto più spirituale.

"E realizzò il modo che a tutti, piccoli e grandi, ricchi e poveri, liberi e schiavi, consegnasse un'impronta (charagma, qualcosa di intagliato, una scritta) sulla mano destra o sulla fronte. Nessuno era in grado di comprare o vendere se non possedeva il charagma, il nome (l'autorità) della bestia (thêrion, del governo, della "trappola", della "rete") o il numero del suo nome... seicentosessantasei" (Apocalisse 13:16-18)

Da notare che sono secoli che siamo "marchiati" e "numerati" (basta guardare la storia in ogni tempo)...

"Come vedremo, inoltre, esistono inquietanti ombre sui progressi della 'scienza' in settori di cui pochi sono realmente informati, come la manipolazione genetica, la nanotecnologia, la robotica e 'l'intelligenza artificiale'. Si aprono così scenari minacciosi: microchip sottocutanei in grado di mappare ogni nostro spostamento e scaricare informazioni; computer biologici impiantabili nel corpo umano  con una semplice iniezione, capaci di replicarsi come le cellule..." (Dal libro "Cyberuomo" di Enrica Perucchietti)

CURIOSITA' (UNA DELLE TANTE)

covid & World Wide Web

Quando digitiamo "www" per collegargi a internet inconsciamente facciamo qualcosa che la bibbia aveva previsto quasi duemila anni fa. Infatti la lettera w è la traslitterazione della lettera ebraica vau.

In ebraico, come in latino e in greco, le lettere servono anche numeri e la vau indica il numero 6 quindi, quando digitiamo www, in termini numerici digitiamo 666.

Sigla di World Wide Web "ragnatela estesa in tutto il mondo, ragnatela globale"

Leggi: Coronavirus: Ad un anno dalla pandemia (prima parte)

Covid ad un anno  dalla pandemia seconda parte

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