Io Prima di Te

Io prima di te

Io Prima di Te.

Louisa Clark vive in una tipica cittadina della campagna inglese con la madre, il padre, la sorella Katrina, il nipotino e il nonno ed è fidanzata con Patrick, un giovane personal trainer. Ha 26 anni e passa da un lavoro all'altro per aiutare la sua famiglia. La ragazza è stata appena licenziata dal…

Aspettate cosa sto facendo queste trailer lo trovate su internet e quindi?
Vi parlerò d’altro un libro non particolarmente interessante ma se ti immedesimi riesce a farti
ragionare sulla “relatività” e a farti provare tante sensazioni contrastanti.

Relatività? vi state chiedendo e cosa centra?

Si centra e come, la relatività di come si riesca a percepire la vita in modi diversi, la relatività che fa pensare che l’amore possa far cambiare idea, la relatività su come la vita vada o meno vissuta.

Se leggete il trailer potrete vedere qualche dettaglio in più, io vi anticipo la parte su cui voglio soffermare il mio pensiero.

Io prima di te.

Louisa trova un lavoro come assistente di Will un ragazzo che dopo un incidente rimane paralizzato dal collo in giù, dopo poco tempo scopre che Will e i suoi genitori hanno fatto un accordo per andare in una clinica per il suicidio assistito in Svizzera.

Saputo ciò Louisa farà di tutto per convincere Will che la vita ha sempre senso viverla anche se in un modo diverso.

Ed ecco qui il punto, Louisa crede di convincere Will di ciò proponendo svariate attività che può ancora permettersi di fare, ma qui si mette in luce una grandissima differenza fra i due.

Mentre Louisa, che ha vissuto una vita “normale” trova fantastico tutte queste novità che non si sarebbe mai sognata di poter fare, Will le ha vissute tutte e le ha vissute da persona “autonoma”, per cui anche se organizzandosi riesce ancora a “farle” non gli basta, no, non gli basta proprio, anzi percepisce la grande differenza che c’è fra fare queste attività adesso che è immobilizzato e prima, aggiungete anche i continui dolori dovuti alla sua situazione è capirete che non è semplice accettare tale situazione.

Non voglio andare oltre e non so se vi immaginate come finisce, naturalmente neanche ve lo anticipo, anche se potreste già aver capito.

«E il foulard.» Portai subito la mano al collo.
«Il foulard? Perché?»
«Non c’entra niente. E sembra che tu stia cercando di nascondere qualcosa sotto.»
«Ma sono... Be’, sono troppo scollata altrimenti.»
«E allora?» disse alzando le spalle.
«Vedi, Clark, se hai intenzione di metterti un abito così devi portarlo con disinvoltura. Devi riempirlo mentalmente, non solo fisicamente.»
«Solo a te, Will Traynor, può venire in mente di dire a una donna come indossare uno stramaledetto vestito.»

Se vi ho incuriosito vi consiglio di leggere il libro. Apro un inciso, esiste anche il Film ma evitatelo come la peste (almeno prima di aver letto il libro) perché, a mio avviso, non ha esaltato nessun sentimento che invece nel libro in alcuni casi è palpabile, avessi visto il film prima non avrei mai letto il libro.

Se vi ho incuriosito potete acquistalo anche in formato digitale:

Amazon

Google

Nota: non siamo affiliati ne ad Amazon ne a Google

 

Il presente sito ha carattere amatoriale e non costituisce per definizione una effettiva fonte di notizie e informazioni a carattere periodico e ricorrente.
Marchi, loghi ed immagini presenti sul sito, se non diversamente specificato, appartengono ai rispettivi proprietari e di chi ne detiene i diritti ovvero da un link al sito del proprietario.