Siamo ciò che pensiamo e chi frequentiamo

Siamo ciò che pensiamo e chi frequentiamo

Siamo ciò che pensiamo e chi frequentiamo!

Autore: Cosimo Mercuri

Nella bibbia leggiamo che "come una persona calcola e ragiona nella sua anima, così è lui/lei" (Proverbi 23:7).

Anche Paolo, citando un proverbio attribuito al poeta Menandro, dice: "Le cattive compagnie (homilia, i rapporti dannosi) distruggono i buoni costumi (ethos, la buona etica, le abitudini salutari)" (1 Corinzi 15:33).

Siamo il prodotto di una complessa equazione in cui sono coinvolte diverse variabili. I nostri pensieri e la gente di cui ci circondiamo sono tra quelle che hanno maggiore peso sul nostro stato d'animo e sulla nostra persona.

"Chi cammina con i saggi e gli intelligenti diventa saggio, ma pascolare con i folli porta alla rovina" (Proverbi 13:20).

E chi va con lo zoppo impara a zoppicare!!

Siamo ciò che pensiamo, ma a definirci sono anche le persone di cui ci circondiamo.

Nella letteratura sulla crescita personale e nel mondo delle frasi positive che invadono i nostri profili social non manca il classico messaggio: "cercate di circondarvi sempre di persone che vi arricchiscano", di quelle che tirano fuori solo il meglio di noi. Eppure, ammettiamolo, non è sempre possibile, per motivi ben specifici.

 

Siamo ciò che pensiamo e siamo il prodotto dei nostri rapporti sociali.

Tutti noi, in parte, siamo il risultato di chi ci ha dato la vita ed educato; siamo il prodotto delle nostre interazioni con le persone che abbiamo conosciuto a scuola, all'università, sul posto di lavoro o in altri contesti sociali. Non sempre ci è possibile scegliere queste figure; nella maggior parte dei casi, ci vengono date e, quindi, a volte siamo "costretti" a convivere con chi non ci piace affatto.

 

In tal senso, e sebbene in fin dei conti l'esperienza ci abbia insegnato come rapportarci a chi non ci mette a nostro agio o a chi provoca in noi angoscia anziché felicità, anche il risultato di queste interazioni ed esperienze determina chi siamo.

 

Anche in questo la bibbia ci viene in aiuto mostrando chi dobbiamo frequentare, cosa dobbiamo scegliere e cosa eliminare, perché non tutto porta giovamento, utilità e costruzione. SIAMO CHIAMATI A METTERE DEI LIMITI, DEI CONFINI, DEI RECINTI INTORNO A NOI!

 

Jim Rohn, imprenditore e rinomato autore di libri sulla motivazione, sulla felicità e sulla leadership, sostiene che ognuno di noi è il risultato della somma delle 5 persone con cui trascorre più tempo.

C'è una sfumatura sottile, ma evidente, ed è che queste figure con cui condividiamo il maggior numero di ore della giornata sono il nostro partner, la nostra famiglia e i nostri amici.

 

Lo studio condotto dalla Scuola di scienze politiche e dell'Università di Singapore segnala che sebbene il benessere sia soggettivo, si percepisce una maggiore felicità quando condividiamo il nostro tempo con meno persone, purché siano importanti per noi e ci arricchiscono.

 

"Rispecchiandoci... subiamo una metamorfosi..." (2 Corinzi 3:18).

Le persone che ci circondano, in qualche modo, ci definiscono perché fanno parte del contesto a cui dobbiamo adattarci.

Siamo ciò che pensiamo e chi frequentiamo

Siamo noi ad avere il controllo: scegliamo bene i compagni di questo viaggio che è la vita.

Le persone di cui ci circondiamo determinano chi siamo, lo sappiamo. Non si può scegliere la propria famiglia, ma si può decidere, al momento opportuno, con chi mantenere il contatto e con chi no. Non possiamo nemmeno "spegnere" – come se si trattasse di un videogioco – quegli scomodi colleghi di lavoro, compagni di classe, vicini o conoscenti che spesso non ci piacciono.

Nonostante queste persone non possano essere evitate, quello che possiamo fare, però, è imparare a gestirle, stabilendo confini, aprendo ombrelli emotivi ed evitando che i loro atteggiamenti esercitino un certo potere su di noi.

D'altro canto, e qui arriva il punto più importante, ognuno di noi ha un margine di libertà per decidere chi far entrare e chi fare uscire dalla propria vita.

 

OGNI RELAZIONE HA UN'ENORME INFLUENZA SULLA NOSTRA SALUTE E SUL NOSTRO BENESSERE PER TUTTA LA VITA.

 

Inoltre, quando leggiamo e meditiamo la Scrittura la nostra mente ne riceve un ottimo beneficio perché la Parola va a sostituire tutto ciò che è inutile alla mente dando un nuovo stimolo e di conseguenza nuova visione della realtà che si vive; apporta una nuova rivelazione a tutto il suo essere. La parola rinnovamento (anakainosei) (in Romani 12:1, 2) significa letteralmente: rinnovamento, cambiamento completo in meglio, nella sua estensione significa rendere nuovo, ricevere nuove forze e nuovo vigore. Questo è quello che hanno fatto i primi cristiani e che dobbiamo fare noi, se vogliamo migliorarci dobbiamo permettere alla parola di Dio di rinnovarci, inoltre la sua Parola ha la potenza di penetrare fino alla divisione dell’anima e dello spirito.

Dunque attraverso il rinnovamento della mente si sono trasformati. Ma cosa significa trasformati? Sicuramente non si riferisce ad una trasformazione fisica, io non ho mai visto una trasformazione fisica, tu? No, certo! Si riferisce ad una trasformazione interiore dell'io, ed è quello che successe agli apostoli e a tutti i servi di Dio e a tutti i figli di Dio, i quali sono nati di nuovo e grazie al rinnovamento della mente sono riusciti a trasformarsi in persone migliori. Questa trasformazione guidata dallo Spirito Santo ha fatto in modo che ognuno di loro desiderasse sempre di più di cercare Dio e le cose di lassù. (Colossesi 3). La parola greca "trasformarsi" (metamorfosi) significa cambiare forma in un’altra; nel nostro caso vuol dire trasfigurare non esteriormente ma interiormente. Quando fai questa esperienza non sei più lo stesso; acquisti forza, controllo, autostima, visione ecc...

 

"Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun'altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone" (Steve Jobs)

 

IMPARIAMO A PENSARE CON LA MENTE DI DIO (1 Corinzi 2:16)

 

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